Io capisco che ‘l cavallo
‘Un lo fermi come niente,
Però pe’ mettello in stallo
- Credo sia più ch’evidente –

E’ un po’ troppo un giro intero.
Al Ricceri gli garbava
Il trionfo sul destriero
Ma ai porelli che buttava

Schiena al tufo e pancia all’aria
Forse gli è garbata meno
Questa scena d’arte varia
Che li scosse come un treno.

Quanto poi alla scalata
Al Cencio, citti, io ‘un lo so,
Unn’è stata preparata
Però ha fatto molto sciò

E di quello che fa dire
- Ché, sai, oggi unn’è più ieri –
Che alla Selva va a finire,
Ma che ‘l Palio è del Ricceri

E che quei di Vallepiatta
Dieron dì daccelo! a lui
E non, cosa assai più adatta
A chi deve il Cencio altrui

Consegnare senza meno
Al popolo vincitore
Ché lo porti stretto in seno
Al Santuario dell’amore

Dalla Madre benedetta,
Ed infine alla Contrada
Liturgia così perfetta
Di cui ognun sa ben la strada.

I’ Ricceri è stato ganzo,
Ganzo, certo, come pochi
E s’è guadagnato i’ pranzo.
Ma col Palio non si giochi!