Guelfi bianchi e neri

Sono i due partiti in cui si divisero i guelfi fiorentini intorno alla fine del secolo XIII. Nelle due opposte fazioni si identificarono infatti gli interessi di carattere economico, gli ideali politici e l’azione delle famiglie dei Cerchi (bianchi) e dei Donati (neri). La prima famiglia era rappresentata da un gruppo magnatizio aperto alle forze popolari; al contrario i Donati - più intransigenti - rappresentavano soprattutto gli interessi delle famiglie più ricche di Firenze, che intendevano opporsi strenuamente agli Ordinamenti di giustizia di Giano Della Bella. Il giorno di Calendimaggio del 1300, in piazza S. Trinità, avvenne un confronto sanguinoso che scatenò un ulteriore inasprimento dei rapporti fra i due gruppi e determinò la vera e propria formazione dei partiti. Dopo un periodo - coincidente con il priorato di Dante - in cui prevalsero i guelfi bianchi, le sorti si ribaltarono. La parte dei guelfi neri si avvicinò sempre più al pontefice Bonifacio VIII, sino a che fra l’autunno dell’anno 1300 e la primavera dell’anno 1301 si verificò il diretto intervento delle forze francesi a capo di Carlo di Valois, in appoggio degli stessi interessi papali. Ma fu soprattutto l’indecisione dimostrata dalla parte bianca a determinarne la sconfitta. Il primo giorno di novembre 1301 Carlo di Valois entrò in città senza incontrare resistenze, mentre Corso Donati lo seguiva poco dopo. Il 7 novembre 1301 cadde il Priorato bianco, mentre la signoria nera prendeva il sopravvento, rappresentata dal podestà Conte de’ Gabrielli da Gubbio, venuto a seguito del Valese. A Firenze i bianchi cominciarono a essere esiliati a partire dal gennaio del 1302: il 27 dello stesso mese anche Dante veniva colpito dalla condanna.